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Un inglese perfetto a soli 3 euro e 50

Chiedetevi qual è il vostro punto debole e lavorateci il più possibile. Se non si era capito, il mio sono le lingue. Me ne sono accorta, mio malgrado, il giorno della scadenza del contratto a progetto di cui tanto ho parlato, quando il mio titolare mi chiama nel suo ufficio per dirmi che non ha niente da recriminarmi ma che ha bisogno di una persona che sappia almeno quattro lingue (ah!). Siccome sono rimasta senza parole, da quel giorno mi sono convinta che questo è il mio punto debole. Non tanto perché è una mancanza che mi ha fatto perdere il lavoro (non sono mai venuta meno ai miei compiti per l’impossibilità di comunicare con chiccessia) quanto perché quell’uomo (che per inciso di lingue non ne sa neanche una, nemmeno l’italiano. Scusate la punta di acidità, sarà il ciclo…) ha potuto usarla come scusa per mandarmi via senza che io potessi controbattere. In effetti quando più tardi avrei scandagliato quotidianamente come un segugio le offerte di lavoro, avrei presto realizzato che perché un curriculum valga qualcosa sotto il quadratino “lingua inglese” ci deve essere scritto “avanzato” e il giorno del colloquio “l’avanzato” si deve tradurre in una brillante fluidità verbale. Quindi a lavoro! Io, non avendo soldi da spendere nell’ennesimo corso di inglese mi sono arrangiata così (e i risultati si iniziano a vedere):

1. PER AMPLIARE IL MIO VOCABOLARIO mi sono comprata un libro. Uno di quelli che misonopersadapiccina, proprio come i film delle arene estive che si vanno a vedere perché ci sono sfuggiti nell’inverno. Ho scelto Jonathan Swift “Gulliver’s Travels“. Una lettura semplice e divertente per chi “non si sente ancora pronta per passare ai romanzi per adulti”. Lo trovate in una qualsiasi Feltrinelli International a un prezzo… da disoccupati: 3,50 euro. Se intendete seguire il mio esempio lasciatevi dare qualche consiglio per la lettura: non fermatevi a cercare ogni parola che non conoscete. Se riuscite a capire il senso generale di una frase andate avanti, leggete con naturalezza e godetevi la storia. Più spontaneamente leggerete più spontaneamente imparerete. Le parole che si scrivono su di un quadernino saranno le prime ad essere dimenticate! Tentate di ricercare una, massimo due parole per pagina così eviterete di interrompere troppo spesso la trama e non rischierete di annoiarvi. Prima di tutto leggere deve essere un piacere. Chi non ha voglia di cimentarsi in romanzi troppo lunghi, invece, può esercitarsi con le riviste. Su issue.com ce ne sono di infinite, per tutti i gusti e per tutti gli interessi.

2. PER MIGLIORARE LA MIA GRAMMATICA mi sono presa un insegnante, da ascoltare quando e come voglio e da stoppare ogni volta che devo girare la salsa. Si chiama Mr Duncan, è simpatico, divertente (a dire il vero un po’ pazzerello) e non si fa pagare. Lo trovate qui. Io lo adoro. Vi accoglie con un gentile “How are you today” e vi saluta con un generoso “Thank You for watching me, teaching you. Ta-ta for now.” Per farla breve Mr Duncan è un professore virtuale che insegna l’inglese parlando della vita, come se stesse raccontando il nostro mondo a un alieno. Può essere persino filosofico. Vi posto qui uno dei suoi video che preferisco e che riguarda la felicità e la tristezza.

3. PER MIGLIORARE LE MIE CAPACITA’ DI ASCOLTO sono diventata una fan di Jessica Fletcher. Ho iniziato a guardarla su Sky in lingua originale. Confesso che all’inizio capivo chi era l’assassino solo perché a un certo punto estraeva la pistola e la puntava dritta in faccia alla Signora in Giallo. Poi piano piano ho iniziato a comprendere le relazioni fra i personaggi e ora finalmente intuisco anche i moventi. Ma poiché Sky non lo vedo che raramente a casa di mia madre, mi tengo allenata con le Desperate Housewife che guardo gratuitamente qui. Su questo sito, di telefilm ce ne sono migliaia, di tutti i generi. Non spaventatevi se sono senza sottotitoli. Guardateli anche se all’inizio non ci capirete niente, se sarete perseveranti un giorno, magicamente, tutto vi sarà più chiaro.

4. PER ABITUARMI A PARLARE IN INGLESE ho fatto tandem. Mi sono iscritta in uno dei numerosi siti che offrono l’opportunità di fare scambi linguistici (cercate su google “language tandem”) ma sempre più scuole lo fanno (specialmente le scuole per stranieri o le università). Di norma funziona così: vi iscrivete, segnalate qual è la vostra lingua madre e quale lingua volete imparare e vi vengono segnalati dei profili di persone che hanno le esigenze speculari alle vostre. In questo modo potrete contattarle e fissare un appuntamento, durante il quale parlerete un’ora in italiano e un’ora in inglese. Facile no? Se non trovate la vostra città su questi siti, potete sempre mettere un annuncio su internet o nelle bacheche delle scuole per stranieri. In questo caso essere donna non sarà uno svantaggio. Molte ragazze preferiscono incontrare altre donne per uno scambio linguistico invece che fissare degli appuntamenti con uomini che potrebbero avere altri scopi. L’importante è incontrarsi sempre in luoghi pubblici e affollati (un bar, una biblioteca) ma già dal primo incontro vi accorgerete che non c’è niente da temere. Io ho parlato per diverse ore con due ragazze: una inglese e una americana e ho scoperto molte cose che non sapevo. Come ad esempio che in America il 6 gennaio non è la festa della Befana ma la festa del Re Magio e che in Inghilterra ci sono delle persone pagate per controllare che gli infermieri siano gentili con i loro pazienti. O avrò capito male?

5. INFINE, SE PROPRIO VOLETE L’ATTESTATO e non volete rinunciare al tradizionale corso di inglese, andate al vostro centro per l’impiego e se siete regolarmente iscritti chiedete di corsi gratuiti per disoccupati. Sicuramente ne troverete uno di inglese.

Se seguirete tutti i miei consigli presto sfoggerete un inglese invidiabile spendendo appena 3 euro e 50. E per restare in tema: “Thank You for reading me, writing to you. Ta-ta for now!”

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2 risposte a “Un inglese perfetto a soli 3 euro e 50

  1. unaltradonna ⋅

    complimenti per lo spirito di iniziativa, grazie di aver condiviso il “know how” …e ovviamente augurissimi per tutto
    laura a.

    • unasudue

      Grazie Laura. Cerco di sfruttare al massimo il mio tempo (ora che ne ho tanto) per fare tutto ciò che non ho potuto fare prima. Purtroppo quando ci si ritrova senza un lavoro spesso si perde la stima in se stessi e si cade in un’apatia che ci impedisce di vedere le opportunità che un “periodo di pausa” come questo può offrire. Non e’ facile perché siamo abituati a interpretare la disoccupazione come un rifiuto da parte della società e di conseguenza tendiamo a marginalizzarci. Io invece vorrei scambiare informazioni e consigli con chi sta affrontando la mia stessa situazione.
      PS grazie per essere passata dal mio blog. Credo che tu sia una delle mie prime visitatrici!

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